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“Certaldo, come voi forse avete potuto udire, è un castel di Val d’Elsa posto nel nostro contado, il quale, quantunque piccol sia, già di nobili uomini e d’agiati fu abitato” Giovanni Boccaccio

Wer bei Certaldo nur an den berühmten Dichter Giovanni Bocaccio denkt, tut der Stadt Unrecht: Certaldo ist eine in jeder Hinsicht außergewöhnliche Stadt. Ihre Gassen, Mauern und Palazzi beflügeln die Fantasie. Reisende können hier eintauchen in längst vergangene Zeiten.

Certaldo: In der Zeit stehen geblieben

Zwischen den beiden Touristenmagneten Florenz und Siena liegt das wenig bekannte Certaldo. Es lohnt sich aber, dieser Mittelalterstadt einen Besuch abzustatten: Besucher können sich dort nicht nur auf die Spuren Giovanni Boccaccios begeben, sondern auch süße Zwiebeln und ein herrliches Panorama genießen.

Certaldo è un piccolo e non particolarmente conosciuto paesino della campagna fiorentina, il cui destino sarebbe stato probabilmente quello di sparire dalla memoria collettiva se non fosse stato per il prestigio ampiamente goduto dal suo più illustre cittadino, dalla cui nascita sono passati poco più di 700 anni: Giovanni Boccaccio. Il grande novelliere ha infatti trascorso diversi anni della sua vita proprio qui, ricordando Certaldo sempre con un certo affetto nei suoi scritti; affetto ben ricambiato, vista la quantità di iniziative ed eventi culturali che la città annualmente gli dedica, per non parlare delle vie, dei ristoranti e delle varie attività commerciali intitolate a Boccaccio, nonché ovviamente un monumento.

Das Städtchen von seiner Schokoladenseite
Certaldo si raggiunge assai facilmente col treno, specialmente se si viene da Firenze o da Siena. Ma una volta alla stazione, non si pensi di essere ancora arrivati: davanti a noi si profila infatti una città chiaramente moderna e, francamente, non molto affascinante. Siamo lì lì per chiederci se non siamo per caso scesi alla stazione sbagliata, quando alziamo gli occhi e vediamo sopra le nostre teste un piccolo borgo medioevale ancora circondato dalle vecchie mura, arroccato su una collinetta: è Certaldo alta, la città vecchia, il nucleo originario di questa cittadina che solo a partire dal Seicento ha iniziato a espandersi verso la valle, dando vita alla così detta Certaldo bassa, dove ci troviamo noi ora. A questo punto, però, sorge un problema: come ci arriviamo a Certaldo alta? Le possibilità sono due: o saliamo con la comoda funicolare che parte (indovinate un po‘) da piazza Boccaccio, poco più in là, oppure percorriamo a piedi tutta Costa Alberti, che sbuca proprio davanti a una delle antiche porte d’ingresso della città, Porta Alberti. Un avviso, però: la salita è ripidissima! Serviva apposta, nel Medioevo, per tenere i nemici alla larga.

Perfekte Hochzeitskulisse
Una volta oltrepassata la soglia di Porta Alberti, ci troviamo subito immersi in un’atmosfera particolarissima: la città sembra essere rimasta ferma al XV secolo, è come se il tempo fosse rimasto incastrato tra le case in pietra tutte attaccate l’una all’altra, perdendosi per i vicoli strettissimi della città, e non abbia potuto quindi aggiornare il calendario. L’impressione è tale, che quasi quasi ci aspetteremmo di veder sbucare da un angolino il simpaticissimo Frate Cipolla, protagonista di una spassosa novella del Boccaccio; dall’angolino invece spunta fuori una coppia di sposi circondati da damigelle d’onore, amici e parenti: proprio perché ha saputo mantenere intatto il suo carattere di romantico borgo medioevale, Certaldo viene spesso e volentieri scelta per matrimoni e pranzi di nozze. A questo punto viene voglia anche a noi di farci un giretto per la città; ben presto ci ritroviamo davanti alla Casa di Boccaccio, oggi un museo dedicato al grande novelliere. Poco più in là troviamo anche il curiosissimo Museo del Chiodo e il più ordinario, ma comunque molto interessante, Museo di Arte Sacra, che però dobbiamo visitare un po‘ in fretta perché alle ore 13.30 i certaldesi vogliono tutti andare a mangiare.

Stolz auf die Zwiebel
A quel punto decidiamo di andare a mangiare pure noi, e scegliamo il ristorante L’antica fonte, in via Valdracca 25; qui abbiamo l’occasione di gustare un ortaggio tipico del posto, di cui i certaldesi vanno particolarmente fieri, tanto da piazzarlo pure sullo stemma della città: la cipolla di Certaldo; sua caratteristica fondante è l’eccezionale dolcezza, tanto che, oltre che nella preparazione delle zuppe, essa viene utilizzata persino per produrre una particolarissima marmellata, da usare sia come mostarda col formaggio e la carne, sia come dessert: provare per credere!
Una volta rifocillati, ci avviamo verso Palazzo Pretorio, già sede del municipio e oggi museo, che da un rialzamento domina scenograficamente tutta la città. Si tratta di un palazzo del XII secolo, la cui facciata si presenta tappezzata di stemmi di tutte le grandezze e fatture: sono gli stemmi di famiglia dei vari vicari che si sono succeduti nel governo della città in qualità di rappresentanti del governo di Firenze; dal 1184 fino al 1784, infatti, Certaldo è stata sotto il controllo del capoluogo toscano, per il quale la cittadina nutre tuttora una certa qual simpatia, per non dire ammirazione.

Bei Sonnenuntergang
Verso l’ora del tramonto ci sediamo su un muretto per ammirare il panorama circostante, tutto colline, olivi e viti (Certaldo è produttore, oltre che di cipolle dolci, anche di un ottimo olio d’oliva e di vini a marchio Chianti D.O.C.G.), che sotto la tenue luce del crepuscolo ci fa comprendere un’altra, non secondaria ragione del perché a Certaldo vengano tanto spesso organizzati matrimoni e pranzi di nozze. All’ora di cena, scendiamo a valle per gustare un’ottima cena toscana presso l’Osteria La Saletta, nella Certaldo bassa. Infine, sotto un bel cielo stellato, diciamo arrivederci a Certaldo e a Boccaccio.

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