Vokabelkasten: 

la dea bendata - Göttin mit verbundenen Augen; frenetico – hektisch; spinto – getrieben; la tentazione - Versuchung; il fiato - Atemzug; spillare soldi – Geld abknöpfen; la catena – Kette; conquistare – erobern; l’umiltà (f.) – Bescheidenheit; estendersi – sich erstrecken; elencato – verzeichnet; provenire da qc. – aus etw. herkommen; rivelarsi – sich herausstellen/sich entpuppen; incuriosito – neugierig; la ruga – Falte; accettare qc. – etw. annehmen/etw. hinnehmen

Dreckiger Kaffee oder ein neuer Lebenstil?

In der ganzen Welt sind die Italiener für ihre Liebe zum Kaffee bekannt. Kleine, individuelle Cafés, in denen Italiener ihre starken Espressi am Tresen schlürfen und Touristen für einen Cappuccino verweilen, prägen das Stadtbild von Rom, Mailand und Co. Doch es droht Konkurrenz: Das US-Unternehmen Starbucks will 2017 seinen ersten Laden in Italien eröffnen.

Nel bar La Dea Bendata nel rione romano Prati, a pochi passi da Castel Sant’Angelo e da San Pietro, l’attività è frenetica. Gli italiani, che mettono piede in questo moderno locale spinti dalle sue dolci tentazioni, ordinano il loro piccolo caffè, che un vero italiano mai chiamerebbe “Espresso”, e se lo bevono tutto d’un fiato. In piedi, al bancone, di fretta tra un appuntamento e l’altro o in pausa pranzo. I turisti, al contrario, se la prendono comoda, bevono il loro Cappuccino o Latte Macchiato seduti al tavolo o, se il sole splende, seduti davanti al locale. La legge non scritta di spillare più soldi al cliente quando la bevanda non viene consumata al bancone ma al tavolo, la conoscono probabilmente in pochi.
Bar privati come La Dea Bendata appartengono alle strade romane così come le tabaccherie. Le catene di caffetterie, al contrario, si vedono molto raramente. Ma ciò dovrebbe cambiare a partire da quest’anno. Infatti Starbucks, un’azienda americana specializzata in prodotti da caffè, vuole conquistare il mercato italiano. “Proveremo, con grande umiltà e rispetto, a condividere ciò che abbiamo fatto e imparato finora attraverso la nostra prima presenza commerciale in Italia. Il nostro primo punto vendita sarà progettato nei minimi dettagli e con grande rispetto per gli italiani e per la loro cultura del caffè”, viene citato l’amministratore delegato Howard D. Schultz in un comunicato stampa nel febbraio 2016. Questa primavera dovrebbe aprire il primo punto vendita nel centro di Milano e, da lì, l’impero Starbucks dovrebbe poi estendersi in tutta Italia.

Starbucks wurde in Italien geboren
Fondato nel 1971 a Seattle, sulla costa ovest degli Stati Uniti, Starbucks ha conquistato il mondo (occidentale) solamente nel giro di pochi decenni. Oggi, a Seattle, si può trovare un suo punto vendita quasi ad ogni angolo della città, dove ormai non viene più venduto solamente caffè, ma anche frullati e tè. Ma mentre si trova una filiale dell’azienda statunitense in praticamente quasi tutti i paesi occidentali, questa non ha ancora messo piede in Italia. Nessun punto vendita è elencato nella penisola, neanche nel moderno Nord o nella cosmopolita Roma. Da considerare è che l’idea della catena proviene proprio dall’Italia. Infatti quando l’amministratore delegato di Starbucks, Howard D. Schultz, più di trent’anni fa viaggiò tra Milano e Verona per motivi di lavoro, venne ispirato dall’amore per il caffè degli italiani e dal loro senso alla qualità. Ciò può essere considerato come la vera e propria nascita di Starbucks.
Il bar La Dea Bendata, d’altronde, esiste da 19 anni e dall’agosto del 2015 appartiene a Fabio Citti. Anche per lui il culto del caffè è una cultura. “La prima passeggiata del mattino porta ad un bar. Non si può comparare il caffè italiano a quello americano”, afferma il 69enne. Ma anche i romani, i suoi potenziali ospiti, la pensano così?
“Il caffè italiano non mi piace, quindi comprerei volentieri da Starbucks”, dice Andrea Pizzoferrato, un giovane studente, durante un’intervista nelle strade di Roma. “Il caffè rappresenta l’identità degli italiani e Starbucks potrebbe rivelarsi un grande concorrente”, afferma Federica Vigano, una donna elegante dai capelli corti e dagli occhiali particolari, “ma dipende soprattutto da cosa offre Starbucks. La catena offre un locale nel quale si può passare il proprio tempo. È un nuovo stile di vita”. Francesca Casotto, una signora bionda di mezza età, è incuriosita dalla nuova offerta nel mondo del caffè. “Di sicuro, almeno una volta ci andrò per provarlo”, dice. Francesco Onofri, al contrario, non sarà un cliente della catena statunitense. “In confronto al caffè italiano, il caffè di Starbucks non si può bere. Non per gli italiani, abituati al nostro caffè. È come acqua sporca”, sottolinea. Sorride e le sue rughe intorno agli occhi diventano un po’ più profonde. Tuttavia vede una possibilità per l’azienda: “Gli italiani di sicuro non l’accetteranno, ma con gli americani e i turisti stranieri probabilmente riuscirà ad avere un buon mercato.”

Konkurrenz – oder doch nicht?
I prodotti che offre Starbucks sono una novità in Italia. Anche per questo la catena potrebbe rivelarsi una grande concorrente. Fabio Citti, comunque, non vede pericoli per il suo negozio. “C’è già molta concorrenza a Roma. Non so se Starbucks cambierà molto la situazione”, dice. Lui è sicuro del fatto che almeno gli italiani continueranno a bere il loro caffè nel suo bar.

Susann Eberlein, Passavia
traduzione di Ilenia Braglia, Passavia

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