Infokasten: 

Premi

- Oscar 2014: Bester fremdsprachiger Film

- Europäischer Filmpreis 2013: Bester Film, Beste Regie, Bester Darsteller und Bester Schnitt

- Nastro d’Argento: Bester Nebendarsteller (Carlo Verdone), Beste Nebendarstellerin (Sabrina Ferilli), Bester Ton (Emanuele Cecere)

- Golden Globe Awards 2014: Bester fremdsprachiger Film

- British Academy Film Awards 2014: Bester nicht-englischsprachiger Film
 www.lagrandebellezza.de

Große Schönheit, kleine Story

Hat er ihn wirklich verdient, den Oscar? 141 Minuten lang folgt La Grande Bellezza seiner Hauptfigur Jep Gambardella durch die Bilderbuchkulisse Rom, zu rauschenden Festen, schönen Frauen und pseudo-intellektuellen Gesprächen. Sorrentinos Film erntete viel Lob, doch onde-Autor Martin Schröer bleibt skeptisch.

La Grande Bellezza è un mix insolito d’immagini, suoni e bellezze di una città e della sua semplice vita notturna. È un mistero come una storia del genere possa funzionare. Attraverso giri infiniti a piedi o in bici, ad un certo punto ci accorgiamo che non è solo il protagonista Jep Gambardella, gentiluomo e re della vita notturna, che gira per le strade della città eterna, ma siamo noi stessi. Il regista Paolo Sorrentino ci porta via per un viaggio di due ore e mezza.

Zynismus und Gin Tonic
Jep si trasferì a Roma all‘età di 26 anni, dopo aver scritto e pubblicato un romanzo come scrittore emergente. Dopo 40 anni lo ritroviamo a lavorare alla bell’e meglio come giornalista per una rivista di letteratura, dispiaciuto in quanto ha realizzato che i suoi giorni sono contati, anche nella città eterna. Col cinismo e il Gin Tonic colma il vuoto che porta dentro di sé. Anche gli amici di Jep sono frustrati e insoddisfatti della loro vita, pur avendo Ferrari rosse e appartamenti o ville con vista panoramica su tutta Roma.

Auf allen vieren zum Himmel empor
C’è un forte legame tra di loro, tanto da creare una specie di gruppo d’auto-aiuto. Nonostante lo squallore di coloro che li circondano in ogni momento, loro hanno l’impressione che la loro vita sia degna di essere vissuta, mantenendo la faccia e quindi rifacendosi. Il bello è che loro non si accorgono di essere ormai diventati personaggi da burla. Il tutto è portato all’estremo in una scena nella quale una Santa (che ormai assomiglia più a una mummia che ad altro) sale delle scale a gattoni.

Gefangen in seiner Rolle
Jep negli ultimi quattro decenni ha intervistato continuamente la High Society di Roma e ora si sente in potere di trasformare una festa in un trionfo o in un disastro. Allo stesso tempo ha continuamente bisogno di stare al centro dell’attenzione, di divertire i suoi amici e di essere adorato da tutti. Come un alcolista che non sa né godersi né cambiare la sua vita, quest’ultima per Jep è diventata ormai un continuo rimpiangere le occasioni mancate, lasciandolo prigioniero di se stesso.

Grandiose Aufnahmen
Spesso rimaniamo perplessi. Ci meravigliamo perché le scene delle feste esagerate sono anche loro delle scene portate all’eccesso, in quanto vengono mostrate per più tempo di quanto non serva a capirle. Le scene cambiano bruscamente. La fotografia è meravigliosa.
Ma in fondo la storia è sempre la solita: uno scrittore che ha perso la sua ispirazione e che cerca di trovare il proprio posto nel mondo. Grande bellezza, poca sostanza.

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