Vokabelkasten: 

il mondiale – Weltmeisterschaft; rimboccarsi le maniche – die Ärmel hochkrempeln; il vivaio – Nachwuchs; risorgere – wieder auferstehen; fatiscente – baufällig; esuberante – übermäßig; aggrapparsi a qn./qc. – sich an jmd./etw. klammern; rassegnarsi – resignieren, aufgeben; tessere collegamenti – Verbindungen knüpfen; la miopia – Kurzsichtigkeit; accontentarsi di qc. – sich mit etw. zufrieden geben; il commissario tecnico – Fußballnationaltrainer; la lungimiranza – Weitblick; degno – würdig; le bastonate – Prügel; la lusinga – Schmeichelei; ingannevole – trügerisch, irreführend

Hat es sich ausgespielt? Der italienische Fußball in der Krise

Nicht zuletzt die WM hat gezeigt: Der italienische Fußball ist in der Krise. Wer ihn retten könnte und an wem sich Italien jetzt orientieren muss. Ein Kommentar von onde-Autor Luigi Monzo.

Credo proprio che il calcio italiano attualmente non offra niente di meglio di quello che si è visto al Mondiale brasiliano. Questo fa pensare alla crisi del calcio in Italia. Effettivamente si tratta di una crisi strutturale che la Germania similmente ha avuto alla fine degli anni ‚90. I dirigenti dovrebbero rimboccarsi le maniche e cercare di capire come puntando al vivaio la Germania sia riuscita a uscire dal tunnel e risorgere proprio a forza di nuovi talenti.
L’Italia che fa invece? – stadi fatiscenti, tifo attivo pericoloso, esuberante presenza di stranieri mediocri, mancanza di scuole di calcio in larga misura, ecc.. Dato lo sfondo non bisogna più meravigliarsi, che il mondo calcistico italiano si aggrappi ad un Mario Balotelli caratteriale che otto/dieci anni fa, alla luce di fuoriclasse come Del Piero o Totti, non sarebbe neanche arrivato nelle vicinanze di un mondiale. Bene invece Marco Verratti, ma alla fine un solo giocatore è troppo poco, bisogna creare spazi e strutture per scoprire, promuovere e poi infine formare e mantenere i grandi talenti.

Einst schauten alle auf die italienische Serie A
Ma si può imparare dagli altri … se si vuole … invece di rassegnarsi fatalisticamente. Anche il calcio tedesco è dovuto passare per una profonda crisi dopo il 1996, ma infine è riuscito a risorgere. Perché la FIGC e la lega non invia una task force in Germania per tessere collegamenti con il DFB e la Bundesliga? È l’orgoglio? No, non credo proprio, è piuttosto una certa forma di miopia, se ci si accontenta di essere arrivati al livello della League 1 francese. Vent’anni fa il campionato italiano era quello di riferimento, segno che qualcosa si può ancora fare. Io credo in un’Italia capace di fare grandi cose. Il declino del calcio italiano è, anche se forse incoscientemente, pilotato. Il crollo dei mondiali in Sudafrica nel 2010 sarebbe stato prevedibile. Scaricare adesso le colpe sul commissario tecnico è vergognoso e d’altronde è la conferma del fatalismo nazionale e della mancante lungimiranza dei dirigenti.
Inoltre credo che ci sia anche un problema che parte dal tifo. Ovviamente basta se per esempio la Juve ha dei successi per soddisfare un Juventino, ecc. ma se si vuole creare una squadra italiana competitiva e degna della sua storia, allora bisogna guardare e tifare oltre il proprio campanile.

Erfolg braucht Enthusiasmus
Un altro esempio che sottolinea la tesi delle crepe strutturali lo da il movimento calcistico negli Stati Uniti. Ricordiamoci del lontano 1994, quando in un paese calcisticamente in fase di sviluppo si ospitò una finale tra il Brasile e l’Italia.
Adesso, con la professionalità e l’orgoglio di stringersi attorno ad una squadra nazionale, il calcio statunitense è diventato uno sport importante e sono sicuro che nel futuro gli Usa arriveranno lontani anche nel calcio internazionale. Lì c’è entusiasmo e voglia di creare, qui invece ci sono bastonate per chi non li merita e lusinghe ingannevoli per chi ignora cambiamenti e difetti strutturali (federazione, grandi club, lega).
Per concludere: in Germania fu l’iniziativa dell’allora presidente federale Gerhard Mayer-Vorfelder e poi anche l’impegno del nuovo ct Jürgen Klinsmann a cambiare le cose. Quindi, può bastare poco per iniziare un cammino. Se le idee sono chiare e buone, anche il calcio italiano potrà avanzare verso nuovi traguardi.

Luigi Monzo, Schwäbisch Hall