L’Italia del futuro

Im diesjährigen concorso drehte sich alles um die Zukunft Italiens. Für ihre kreative Zeitreisegeschichte erhielten die drei Schülerinnen Anna Falkenberg, Cinzia La Mela und Sara Müller den dritten Preis des onde-Schülerwettbewerbs 2014/15.

Clara, frustrata, arriva alla redazione del giornale „Bella Italia“ e, brontolando, dice alla sua segretaria: „Non ho ancora trovato un articolo per il giornale di domani“. La segretaria distoglie l’attenzione dal computer e propone: “Sai già del furto alla gioielleria?“. „Sì, ma purtroppo l’abbiamo già scritto nel giornale di oggi“ risponde Clara. „Hai sentito che hanno aperto al museo una macchina del tempo?“ chiede la segretaria. Entusiasta, Clara risponde: „Davvero? Ci vado subito!!“. „Ciao, a dopo!“.
Clara corre fuori dalla redazione, va con la macchina al museo ignorando un paio di semafori rossi, si compra un biglietto di ingresso e cerca la macchina del tempo. „Sembra un grande donut!“ pensa Clara.
In quel momento la macchina del tempo si mette in moto e appaiono in un flash una ragazza, un bebè, un papà, una mamma e un ragazzino.
Clara si avvicina stupita alla famiglia e sente la madre gridare con voce stridula: „Venite tutti subito qui! Non toccate niente, è pieno di batteri!“. Il papà dice: „Un momento! Fermi tutti! Ci serve un selfie d’arrivo!“ Subito si toglie gli occhiali da sole, li gira, dice: „Selfie!“ e si sentono gli occhiali fare “Click!“. Allo stesso tempo, il ragazzino piagnucola: „Voglio i miei robot!“.
Nel frattempo la figlia, che si era avvicinata alle ossa di Mammut, le tocca e chiede: “È un touch screen?“. Veloce come un lampo, la mamma arriva e con una salvietta umidificata pulisce le ossa per poi pulire le mani del bebè che, intanto, in una culla volante, le aveva afferrate.
Clara, tossicchiando per farsi notare, attira l’attenzione della famiglia. Per un paio di secondi tutti stanno zitti e poi il padre esclama: „Oh, un essere umano! SELFIE!!“.
Clara, un po’ scioccata e intimorita, domanda: “Venite dal futuro?“. „Sa parlare!“ esclama la ragazza. „Ovviamente!“ risponde acida la madre.
„Vi potrei fare un’intervista?“ chiede Clara. „Ma perché?“ domanda in coro tutta la famiglia. „Per un articolo per il giornale “Bella Italia.““ risponde con aria importante Clara.
„Un giornale? È touch?“ chiede la figlia incuriosita. „No, non ancora. Ma…“ Clara abbassa la voce „…i nostri scienziati ci stanno lavorando su!“
„Allora, vi posso fare un’intervista?“ chiede poi Clara, non più così intimorita. „Sì!!!!“ risponde all’unisono tutta la famiglia.
„Bene, iniziamo. Per prima cosa: da quale anno venite?“
„Veniamo dal 2044!“
„E precisamente da dove?“
„Venezia!“ risponde il ragazzino. „Bravo!“ lo loda la madre e gli arruffa i capelli.
„Ma perché siete venuti proprio qui?“
„Volevamo fare una vacanza rilassante nel passato, dopo le brutte avventure degli anni scorsi! Sai, volevamo andare su Marte, ma i nostri scienziati non hanno calcolato bene la distanza e siamo finiti sulla Luna.”
“Che noia!” si lamenta il ragazzino. “Non c’era niente di nuovo, ci andiamo in gita con la scuola ogni anno!”
Clara lo interrompe. “Veramente!? E com’è la tua scuola?”
La mamma si immischia nella conversazione. “La classe di Giacomo si incontra solo una volta al mese per le gite scolastiche. Per il resto lui segue delle lezioni virtuali, ovviamente!”
Clara è sempre più affascinata da questa Italia del futuro e chiede incuriosita: “Ma come si vive in Italia nel vostro tempo?”
Il papà, che in quel momento sta facendo un selfie con un Tirannosauro, grida dall’altra parte della stanza: “Ma in che anno siamo adesso?” e poi, un po’ più piano, “Selfie!”.
Clara risponde: “Nel 2015”. Il padre allora dice: “Ah, ma allora non sai che abbiamo costruito un ponte dalla Calabria all’Algeria, così il turismo verso l’Africa è più veloce.”
La figlia borbotta: “Tu non hai costruito proprio niente! E poi non sai ancora che, a causa di un progetto fallito dei nostri scienziati, la Sicilia si è spostata così tanto che adesso è quasi davanti a New York. Così ora gli Stati Uniti dicono che la Sicilia dovrebbe appartenere a loro! Noi italiani pensiamo che debba restare italiana”.
E il ragazzino: “E le piattaforme…”.
La mamma non lo lascia parlare neanche questa volta e aggiunge: “Giacomo vuole dire che il livello del mare si è alzato e Venezia ora è completamente sott’acqua.”
Clara chiede perplessa: “E voi dove vivete allora?”
Il papà interviene: “Abbiamo costruito delle altissime piattaforme su cui abbiamo spostato tutti i palazzi, le calli e i campi.”
La figlia borbotta di nuovo: “Uffa, papà, TU non hai costruito proprio niente! E poi, non si poteva trasportare tutto. Piazza San Marco è rimasta sott’acqua. Adesso al suo posto c’è un touch screen che riproduce la piazza in 3D per tutti i turisti.”
Clara vorrebbe fare un’altra domanda, ma in quel momento il bebè, che finora stava dormendo tranquillamente nella culla volante, viene risucchiato dalla macchina del tempo.
La famiglia urla: “Ahhh, Nina ha attivato la macchina del tempo!”. La madre urla isterica: “Scusaci, dobbiamo assolutamente andare. Giacomo, Diana, venite subito, la finestra del tempo non sta aperta per molto. Chissà dov’è ora la mia povera Nina, sarà piena di batteri e virus!”
E così la famiglia saluta velocemente Clara e, mentre spariscono nella finestra del tempo, Diana esclama seccata: “Ah, un’altra vacanza rovinata!”.
Quando la famiglia entra nella macchina del tempo, Clara sente una voce metallica: “3-2-1- autodistruzione attivata.” E… puff… questo mega donut sparisce. Il bebè deve avere attivato anche l’autodistruzione. Quella rimarrà per molto tempo l’unica famiglia che arriverà dal futuro.
Clara è ancora scioccata da questo incontro, ma torna in redazione e scrive un lungo articolo sull’Italia del futuro. Comincia così…

Anna Falkenberg, Cinzia La Mela und Sara Müller, Köln

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