Infokasten: 

Grazie per la traduzione
Ein herzliches Dankeschön an Dr. Irene Gallerani und die Studierenden der Übung Übersetzung Deutsch-Italienisch (Gruppe 1) der Universität zu Köln für die Übersetzung dieses Textes.

Vokabelkasten: 

la vittima – Opfer; emozionante – aufregend; il minestrone di idee – Durcheinander von Ideen; la radice – Wurzel; commestibile – essbar; le radici commestibili – Wurzelgemüse; la barbabietola – rote Beete; la bacca – Beere; il sambuco – Holunder; il dente di leone – Löwenzahn; cadere nell’oblio – in Vergessenheit geraten; fare sciopero – streiken; influenzare qn. – jdn. beeinflussen; permettersi qc. – sich etw. erlauben; malvagio – schlecht; guai a chi – wehe dem, der/wehe der, die; sprezzante – verächtlich; alla luce del fatto – im Angesicht der Tatsache; consigliabile – ratsam; la portata – Gang (bei einem Menü)

Retroküche und altes Gemüse

Nicht nur in der Mode folgt ein Trend auf den anderen. Auch bei Küche und Ernährung gibt es ständig neue Hypes. Kein Wunder, dass nach Molekularküche, Crossover und Vegan for fit die Sehnsucht nach Ursprünglichkeit wächst.

Sushi, smoothies, cucina molecolare, veganismo: si può pensare che ogni giorno nascano dei nuovi trend alimentari. Non esistono quasi più consigli o cibi esotici, perché il mangiare è diventato una vittima della globalizzazione. In ogni città europea di grandezza media si trovano oggi, accanto agli obbligatori ristoranti italiani, greci e cinesi, anche punti di ristorazione portoghesi, tailandesi, argentini e africani.
Non c’è niente di nuovo, non c’è niente di particolarmente emozionante, c’è sempre un amico o un collega che ti dice: “Io lo dico da un’eternità, che il vegano è il nuovo vegetariano!”.

Streik der Gaumen
Chi ci capisce qualcosa è bravo. Cosa fare quindi con questo minestrone di idee, dove nemmeno la cucina fusion può creare qualcosa di innovativo? La risposta è facile: il ritorno alle radici, nel vero senso della parola. Radici commestibili poco conosciute come le pastinache e le scorzonere, in più le piante che sono in via di estinzione come le barbabietole, la zucca, le bacche di sambuco, i denti di leone; la lista si può continuare a piacere. Tutti questi tipi di frutta, di verdura e di erbe erano cadute quasi nell’oblio, ma sono stati riscoperti negli ultimi anni.
Un altro trend, si potrebbe quindi dire, è la cucina retro. Ma si potrebbe affermare anche il contrario. Forse siamo bombardati dalle espressioni nuove, dai piatti stravaganti e dagli aromi esotici. Forse siamo presi dalla nostalgia e desideriamo la semplicità dei tempi vecchi. Forse i nostri palati fanno sciopero, rifiutano le combinazioni di aromi assurde e preferiscono il familiare e il “già provato”.

Comeback für alte Sorten
Sia un nuovo trend o una controtendenza di moda, una cosa è sicura: le varietà di frutta e verdura dei tempi passati rivivono un comeback. E con questi tanti valori che hanno influenzato soprattutto la generazione dei nostri nonni, rappresentanti di una generazione che durante le guerre e nei successivi dopoguerra non si potevano permettere di buttare via nessun tipo di alimento. Tutto quello che è mangiabile veniva mangiato e tante di queste cose si ritrovano oggi anche sui nostri piatti.

Nachhaltiges Kochen
Non è malvagio come approccio all’alimentazione, se si pensa che la popolazione del mondo sta aumentando costantemente e che persino istituzioni come le Nazioni Unite invitano la gente a includere anche alimenti insoliti, come ad esempio gli insetti, nel loro menu di ogni giorno. E guai a chi tratta i buoni ingredienti in modo sprezzante, buttandoli via. Perché la sostenibilità è un fattore di massima importanza per questa nuova, ma in fondo vecchia cucina. Dalla radice fino alla foglia, da tutto si può creare qualcosa di gustoso. Una frittata con foglie di barbabietola rossa, un purè fatto con le pastinache e le patate dolci e, come dolce, “Hollerküchle”, fiori di sambuco cotto in un impasto di frittata.
Ma ci vuole ancora del tempo per capire se questo atteggiamento è solo parte di una moda momentanea. Alla luce del fatto che sempre più persone dispongono di meno area coltivabile e che anche la nostra produzione di rifiuti già occupa un volume considerevole di spazio, non è consigliabile un atteggiamento da subito negativo contro tutto quello che non conosciamo. Il gusto è nel mangiarlo. E chissà: magari tra una portata e l’altra scopriremo un nuovo piatto preferito!

Lorena Greppo, Stoccarda

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