Vokabelkasten: 

l’oscurità (f.) – Dunkelheit; profondo – tiefgehend; incarnare qc. – etw. verkörpern; riempire qn. di qc. – jmdn. mit etw. erfüllen; la dignità – Würde; l’omicidio – Mord; condurre qn. a – jmdn. bringen nach; l’omertà – Schweigegelöbnis der Mafia; la facciata – Front; il tranello – Tücke; lo splendore – Pracht; il Rinascimento – Renaissance; indebitato – verschuldet; la superbia – Hochmut; sventolare – wehen; il RisorgimentoPeriode der Nation-Werdung Italiens; l’umanità – Menschlichkeit; la lite – Streit; arricciare il naso – die Nase rümpfen; annuire – nicken; la fiscarmonica – Akkordeon; riottenere qc. – etw. wiedererhalten; ciononostante – trotzdessen; essere inseguito da qn – von jdm. verfolgt werden; di dominio pubblico – allgemein bekannt; secolare – jahrhundertelang; scettico – skeptisch

Un amore che non è ancora perduto

Für die Liebe kämpfen – Laurian Kanzleiter ermutigt uns in seinem Gewinnerbeitrag zum onde-Schülerwettbewerb dazu. Doch er hat dabei eine ganz bestimmte Beziehung im Sinn: die zwischen Deutchland und Italien.

La notte era già cominciata quando Fabian entrò nella città. La regina della Toscana risplendeva nell’oscurità e sembrava veramente reale in quel momento. Fabian amava questa città, ma non l’amava solo per il Duomo, per il Ponte Vecchio o per gli altri monumenti meravigliosi. Era una cosa più forte e profonda - che provava sempre quando vedeva la città: Lei incarnava per lui quell’eleganza e quella bellezza italiane che lo riempivano di nostalgia e lo legavano profondamente a questo paese, anche se era tedesco. Per questo amava la città.

Perle des Südens
Nello stesso tempo anche il commissario Hansen stava facendo un giro attraverso la “sua“ città. La sua città era la cosiddetta “perla del sud”, “la regina della Campania” ma secondo lui non aveva in quel momento nessuna dignità. Era lì, tanti chilometri lontano dalla patria, dalla Germania, dal mare del Nord, solo per seguire le tracce di un brutale omicidio che lo avevano condotto a Napoli e che potevano forse anche condurlo fino alla Calabria o in Sicilia…
Lui aveva visto la vittima al porto, un italiano, giovane, non più vecchio di venti anni, sulla sua fronte, scritto da un pennarello nero, una grande O – o come omertà !
Nel passato aveva amato questa città, ma adesso, guardando il mare blu, le facciate dei palazzi, il Vesuvio maestoso, i castelli magnifici, l’unica cosa che pensava, era: “Solo villaggi Potemkin!” Tutte le cose che si vedevano erano solo illusioni, solo tranelli davanti alla povertà, alla corruzione e ai segreti. Questa era adesso la sua impressione profonda dell’Italia.

Wo bist du?
Fabian invece si godeva il panorama della sua città facendo una passeggiata lungo la riva dell’Arno. Sentiva le risate della gente, l’odore di cibo dalle osterie e pensava: “Che bel paese! Come mai potevo dimenticarti?” – così pensò, ma solo per un momento. Solo per un momento, perché sapeva naturalmente che questa emozione sarebbe sparita più tardi…
Lui voleva dimenticare l’Italia di oggi, l’Italia che sotto così tanti aspetti aveva perso lo splendore della sua giovinezza, ma non poteva. E tutto ritornò.
Fabian guardava nella direzione di Palazzo Medici: durante il Rinascimento questa famiglia e anche altre ricche famiglie italiane avevano prestato soldi a tutti i paesi europei, avevano concesso debiti ai tedeschi, ai francesi, al Papa… oggi invece era l’Italia ad essere indebitata e i tedeschi guardavano con superbia dall’alto alla “bassa” Italia.
Fabian alzò gli occhi verso una torre da dove sventolava la bandiera italiana: nel periodo del Risorgimento, quando i tedeschi stavano ancora cercando “la loro Germania”, si sentiva già assai forte un sentimento di unità in Italia, – oggi, mentre in Germania le mentalità diverse dell’est e dell’ovest si stavano progressivamente avvicinando, l’Italia invece era divisa – in ricchezza e povertà, nord e sud. Nel suo paese, che egli associava all’amore, alla gioia di vivere, ai desideri, agli ideali, all’umanità e all’ospitalità, erano arrivati adesso anche il calcolo economico, la superbia e la lite. Così pensava; poi si fermò improvvisamente e, restando in piedi, esclamò: „O Italia! Dove sei tu, Italia, paese dello stile, tutte le volte che i politici e la mafia lavorano insieme? Dove sei tu, Italia, paese della fraternità, tutte le volte che i Milanesi arricciano il naso per la gente del sud? Dove sei tu, Italia, paese della bellezza, che in così tanti situazioni non sei né bella, né giusta, né elegante? Dove sei tu, se dobbiamo cercarti?“ Fabian cadde a terra.

Trotz allem
Dopo tanto tempo un barista anziano che aveva sentito le parole di Fabian venne fuori dal suo bar e gli mise la mano sulla spalla. Sospirò profondamente, ma poi si rivolse a Fabian: “Sei tedesco, vero? Un tedesco che amava l’Italia come un italiano, ma che ha ormai smesso di credere in questo paese, uno che cerca e non trova… E mentre Fabian annuiva silenziosamente, il barista fece all’improvviso un sorriso e disse con la sua voce tranquilla: “Vedi il Duomo, vedi la torre di Palazzo Vecchio? Vedi la gente che passeggia lungo la riva, senti la lingua, la fisarmonica che suona quello lì sulla panchina? Non dobbiamo cercare l’Italia. L’Italia è qui, in mezzo a noi, l’Italia, il paese che amiamo io e te, che c’è per noi italiani e per voi tedeschi, il “cuore dell’Europa”, non è ancora perduta. Dipende da noi ricordarcelo sempre e ricordarlo anche agli altri. E sia nella lotta contro la corruzione, la povertà, la mafia che in quella per più umanità, la cosa più importante è che siamo uniti! Mi ricordo bene, anch’io mi sono sentito così disperato come te per quanto riguarda la situazione dell’Italia, ma sono sicuro che con la solidarietà tra gli italiani al nord e al sud, con più fiducia da parte dei tedeschi e dell’Europa nei confronti del nostro paese, e con più coraggio l’Italia potrà riottenere vera unità e grandezza. Una grandezza che non è visibile come il Duomo o gli altri monumenti meravigliosi, ma una grandezza che ciononostante è più grande di tutto quello che vedi. E vale la pena, te l’assicuro, mio caro teutonico, ricostruire quest’Italia, questo paese dei desideri e dell’umanità, vale la pena per noi, per voi e per tutta l’Europa.”
Con queste parole lo lasciò da solo davanti allo scenario impressionante della Firenze notturna e Fabian sorrise fra le lacrime. Lui sapeva che in quel momento si era innamorato di nuovo, ma non perdutamente.

Nur ein Unfall?
Anche quello che vide il commissario Hansen la settimana successiva fu impressionante – ma in senso negativo. “Turisticamente” Napoli era bella, ma per uno come lui, che aveva conosciuto questa città, sapeva quello che c’era dietro ai tranelli e che aveva lottato per la giustizia, per la verità, quei tranelli di Napoli e la speranza per quanto riguarda l’Italia non valevano niente. Hansen era sempre stato un commissario coraggioso, ma oggi forse lo era troppo. E mentre si abbandonava ai suoi pensieri, non notava di essere inseguito. Inseguito da due uomini protetti dalla notte…
Quello che il commissario Hansen aveva scoperto non diventò mai di dominio pubblico ed è chiaro che non solo la notte proteggeva i suoi inseguitori. Ancora oggi sembra che la sua “sparizione” sia stato un incidente, secondo i documenti ufficiali. Hansen “vide Napoli e morì“.

Traum und Wirklichkeit
Questo per quanto riguarda il contrasto fra sogno e realtà, fra due esperienze dell’Italia molto diverse. Ma domani, l’anno prossimo, in futuro, il sogno comune del tedesco e dell’italiano diventerà realtà? Si può guardare con ottimismo al futuro del rapporto tra i tedeschi e l’Italia?
Sì, perché nonostante la criticissima situazione attuale dell’Italia, il rapporto dei tedeschi con l’Italia è un’amore non ancora perduto, forse mai finito; un’amore per un paese che secolarmente era ed ancor oggi è un simbolo di gioia, di desideri, di dolce vita, forse di “una parte del Paradiso che possiamo vedere già oggi”, come tanti studiosi tedeschi descrivevano l’Italia già nel Medioevo. Certamente ognuno di noi tedeschi è un po’ tipo Hansen, il tedesco che considera scetticamente l’Italia, ma in ognuno di noi c’è anche “Fabian”, c’è anche un attaccamento profondo a ciò che incarna l’Italia. Questo amore, sono sicuro, non si lascia distruggere tanto semplicemente, ma tedeschi e italiani devono iniziare a coltivare il loro rapporto con solidarietà e fiducia, rinnovandolo continuamente.

Laurian Kanzleiter, Monaco di Baviera

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