Von Verfolgten und ihren Verfolgern

Modebloggerinnen wie die Italienerin Chiara Ferragni sind heute erfolgreicher denn je. Längst zeigen Modeblogs nicht mehr nur noch den individuellen Stil der Blogger, sondern sind zur wirksamen Werbemaßnahme geworden. Ein Erfolgsmodell?

5.200.000. 5,2 milioni. Cinque milioni e duecentomila. Una cifra del genere dobbiamo scriverla in lettere per renderci conto appieno di cosa significhi. Cinque milioni e duecento mila è il numero dei followers che Chiara Ferragni, nota blogger di successo mondiale e volto di Instagram, ha su quest’ultimo. La ventottenne italiana ha aperto nel 2009 il suo blog di moda The blonde salad nell’ambito del quale presenta le sue collezioni e informa i suoi lettori su tutti i più recenti trend sul mondo della moda. Chiara fu allora una pioniera nel suo ambito: ai primi lavori in passerella seguirono quelli da modella per grandi marche, la pubblicazione di un libro, una collezione, innumerevoli premi.

Vermarktung auf Instagram: So funktioniert Werbung heute
Molte ragazze – in Italia, in Germania, nel mondo – sognano di arrivare dov’è Chiara oggi. Al di là del numero dei cuoricini su Instagram, indice virtuale di gradimento, vale la pena tenere un blog anche dal punto di vista finanziario. A ogni immagine caricata con product placement i blogger intascano soldi. I grandi marchi inviano tonnellate di prodotti ai loro testimonials perché si facciano fotografare con questi su Instagram. E la ciliegina sulla torta è che le foto vengono poi taggate con hashtags con i nomi del marchio o della collezione. In questo modo ogni follower sa immediatamente dove può in teoria comprare il nuovo capo che @chiaraferragni indossa, se avesse il denaro necessario. Blogger famose come Chiara Ferragni ricevono gratis borse, gioielli e scarpe solo per farsi fotografare una volta con questi e postarle su Instagram. Più sale il numero dei followers, più prodotti si vendono, più soldi si fanno.
È proprio così: anche il mercato pubblicitario è cambiato grazie al web 2.0. Se è vero che le grandi case produttrici organizzano ancora costosissime campagne pubblicitarie, alle aziende è ormai chiaro da tempo che molti potenziali clienti possono essere raggiunti più facilmente tramite i social media. Se una ragazza posta una foto con un determinato prodotto sorge più facilmente tra i followers quella sensazione del lo-voglio-anche-io di quanto non succederebbe se lo vedessero in una rivista. I blog personali e i canali Instagram hanno un grado di autenticità troppo alto che le case di moda non possono garantire. Nel corso degli ultimi anni la pubblicità per le star di Instagram è stata esternalizzata.

Die Fans müssen am Alltag teilhaben
Ma magari il problema non è chiaro a tutti: quella che chiamiamo realtà è tutta una finzione. Anche Chiara Ferragni, così come la maggior parte degli utenti sui loro profili Facebook, si mostra solo dal suo lato migliore: sembra che la sua vita sia una favola, che sulla sua tavola non ci siano altro che i migliori pasticcini e vino prelibato. La parola d’ordine è sorridere, perché gli oltre cinque milioni di followers devono avere l’impressione che la vita sia un gioco. A coloro che seguono i propri idoli su Instagram bisogna dare l’impressione che questi siano presenti in ogni momento della loro vita. E i followers si sdebitano con un numero di “mi piace” per ogni post della Ferragni che va dai 60 agli 80 mila. Diventano parte della sua bella vita, documentata ogni giorno da migliaia di foto. Proprio per questo i volti di molte blogger non erano mai stati così apprezzati dalle grandi firme come adesso. Il punto non è commercializzare il lusso irraggiungibile, ma trasmettere il messaggio “io sono una di voi”.

Das Geschäft mit den Followern
Per questo, formati come Follow me around, Unboxing Videos o Haul Videos, nei quali i video blogger (che hanno generalmente anche un account Instagram) fanno vedere come è andata la loro giornata o le reazioni mentre spacchettano un nuovo videogioco o un nuovo trucco, sono diventati molto popolari su YouTube. Fino a un paio di anni fa tutto questo non era neanche lontanamente immaginabile. Del resto, a chi sarebbe interessato? Le cose banali vengono gonfiate all’inverosimile in modo tale da rendere i prodotti inconsciamente più appetitosi agli occhi degli innumerevoli fans. Il modello economico basato sugli account di Instagram e YouTube è più proficuo che mai. Al momento sono nate agenzie che assumono appositamente i newcomers del web 2.0 per poi commercializzarli. Purtroppo anche questo incide sull’autenticità delle star del web. Perché così ogni gesto e ogni sguardo sono studiati fino al più piccolo dettaglio. I profili nei social network creano tuttavia nei followers un mix pericoloso di ammirazione e invidia, che viene sfruttato senza alcuno scrupolo dai blogger, dalle loro agenzie e dai grandi marchi. Come spesso accade, l’obiettivo resta solo il profitto.
Così Chiara Ferragni è diventata una star. Tuttavia è lecito chiedersi da quando la parola “follower” sia diventata un concetto positivo: i followers sono i seguaci. Una vita sotto i riflettori è normale per ogni star, ma mettere al corrente i propri followers di ogni momento del proprio quotidiano li mette quasi nella condizione dei perseguitati. Perseguitati da 5,2 milioni di persone in tutto il mondo. Dove andremo a finire?

Laura Krzikalla, Passavia
traduzione di Barbara Francini, Colonia

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