Vokabelkasten: 

inedito – unbekannt; lo spostamento – Bewegung; la tribù – Volksstamm; settentrionale – nördlich; la pianura padana – Poebene; l’impegno – Verpflichtung; girovagare – umherziehen; lo zaino – Rucksack; il bastoncino – Wanderstock; l’attrezzatura – Ausrüstung; il rovo – Brombeerstrauch; osare qc. – etw. wagen; mozzafiato – atemberaubend; la cima – Gipfel; l’altopiano – Hochebene

Wenn Vandalen wandern

Nicht nur in Deutschland, auch in Italien ist Trekking längst zum beliebten Freitzeitvergnügen geworden. onde-Autor Benno F. Zimmermann hat mit seinem Freund Rocco aus Potenza die Wanderstiefel geschnürt. Die beiden sind allerdings nicht in den Alpen unterwegs, sondern erkunden die weniger bekannten Berglandschaften Süditaliens.

Rocco e io siamo amici perché condividiamo una passione: andare in montagna. A questo punto trovo difficoltà a trovare la parola giusta per definire questo nostro hobby. In Italia si parla di escursionismo o – più chic – di trekking. Quest’ultima mi piace come parola “non- italiana“: esprime la novità, la mancanza di tradizione e di parole per questo fenomeno inedito. Noi tedeschi diciamo “wandern” che suona nell’orecchio italiano come “vanda” e quindi come “Vandali”. E forse qui è la chiave per tradurre in italiano quello che in Germania chiamiamo “Völkerwanderung”: in italiano non si può dire “trekking dei popoli”, anche se nella lingua tedesca “Völkerwanderung” suona come una gita domenicale con pranzo a sacco e divertimento in piena natura. Questo spostamento transeuropeo di tribù germaniche e slave è denominato in italiano “invasione barbarica”. Il trekking, quindi, è una cosa barbarica. Certo, nelle Alpi italiane il trekking è abbastanza popolare, ma questo deriva dall’influenza nordica. Da non dimenticare: la parte settentrionale dell’Italia di oggi, cioè la pianura padana e le Alpi, anticamente era terra celtica e non italica.

Wandern für Profis
Basta storia, volevo parlare di Rocco. Rocco vive a Potenza, in Lucania. Appena gli impegni familiari permettono, Rocco si mette gli scarponi e va a girovagare in montagna. Carica lo zaino di frutta secca, cioccolata fondente, barrette energetiche, una borraccia d’acqua e spesso una tenda ultraleggera. Non mancano mai Gps, mappa IGM, bastoncini, vestiti impermeabili e traspiranti. Un’attrezzatura che sembra esagerata all’escursionista tedesco, ma molto comune in Italia. Quando siamo in giro insieme, parliamo spesso di politica. Le nostre escursioni estese permettono di approfondire i discorsi, non ci limitiamo a lamentarci dell’incapacità dei politici. Non sono mai riuscito, purtroppo, a convincere Rocco a candidarsi: sarebbe bello avere un politico onesto ed efficace.
Rocco fa parte dell’Associazione Lucani in Natura, che organizza escursioni naturali in Lucania e altrove. I soci più attivi scelgono i percorsi e compongono un bel programma di giornate all’aria aperta. D’obbligo è un sopralluogo prima dell’escursione con tutti i componenti: i sentieri non vengono curati e gli escursionisti possono quindi trovarsi bloccati da rovi spinosi, o perdersi nel bosco fitto. Non ci sono cartine adatte all’escursionismo e non si parla neanche di segnavia o segnaletica. Un escursionista come Rocco è ovviamente sempre quello che va in avanscoperta.

Allein in unberührter Natur
Un tedesco che osa fare trekking in Italia rischia di perdersi. Non perché la montagna italiana sia una giungla labirintica, ma perché il tedesco è abituato a trovare una fitta rete di sentieri, la segnaletica perfetta e dei rifugi montani. Perciò alcuni miei amici tedeschi, che, seguendo il mio consiglio, sono andati a scoprire le montagne dell’Italia meridionale, gettandosi letteralmente nella sua natura selvaggia, sono tornati lamentandosi del fatto che l’Italia non fosse una meta giusta per fare trekking, appunto per la mancanza delle infrastrutture sopra menzionate. Quanto hanno torto! Essenziali per il trekking sono la natura intatta, panorami mozzafiato e silenzio. Se posso raggiungere tutto ciò tramite bei sentieri curati e segnalati, perfetto! E sarebbe bello se ci fossero anche in Italia. Tuttavia preferisco una cima priva di croce, banco e rifugio, una “cima incontaminata” per così dire, non importa se trovare la via per arrivarci è stato difficile o meno. Altra cosa che non sopporto nelle zone più usate per fare trekking come le Alpi sono le folle. Le Alpi sono iperfrequentate e le conseguenze sono visibili, soprattutto quelle del turismo sciistico.
Torniamo in Lucania. Rocco preferisce – in contraddizione col cliché dell’Italiano Medio – andare in giro da solo. Sia d’estate che d’inverno sale su qualche cima o altopiano, pianta la tenda, cucina col fornello a gas e si gode il silenzio della natura. Poi, all’alba, assorbe anche spiritualmente l’energia solare. Per definire la felicità basta vedere Rocco in quel momento. La Lucania è il posto giusto per vivere momenti di felicità: tante sono qui le montagne incontaminate. I vandali si trovano altrove.

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