Infokasten: 

Auch andere haben sich mit Fabrizio Gattis Buch beschäftigt:

- Rezension der FAZ

- 3sat über Bilal

- Rezension des Deutschlandfunk

Fabrizio Gatti im l’Espresso:

- Io clandestino a Lampedusa

Bilal. Als Illegaler auf dem Weg nach Europa

Verdeckt ermitteln – das macht nicht nur die Polizei. Auch der Reporter Fabrizio Gatti, Journalist für den Corriere della Sera und das Magazin L‘Espresso, legte sich eine neue Identität zu: Er war Bilal, ein Flüchtling, der zusammen mit anderen von Dakar aus gen Europa zog.

In veste di clandestino ha già messo alla prova le strutture di accoglienza per immigrati, sia in Svizzera sia in Italia. Dopo le sue esperienze nel centro di detenzione di via Corelli (Milano) sotto il nome fittizio di Roman Landu è andato oltre: Fabrizio Gatti, reporter per L’espresso, ha fatto il viaggio per l’Europa affidandosi agli scafisti del continente africano. Portano i loro “clienti” con dei camion dal west Africa attraverso il deserto fino alle coste mediterranee. Lì il traffico di persone cambia mezzo di trasporto, inizia l’imbarco illegale per la Sicilia o Lampedusa. Fabrizio Gatti voleva scoprire che cosa spinge migliaia di africani a lasciare i loro paesi per partire verso il nord, verso l’Europa, mettendo in pericolo la loro vita. Durante il suo viaggio su quella rotta malfamata condivideva la sorte dei “moderni Odisseo”: malattie, violenza, corruzione.

Gatti zeigt, wer alles vom „Geschäft mit den Flüchtlingen“ profitiert
Anche per Fabrizio Gatti il viaggio era pericoloso e doloroso ma al contrario dei ghanesi, dei nigeriani, dei liberiani che ha incontrato aveva sempre due assi nel manico: soldi e, ancora più prezioso, un passaporto europeo. Ha ascoltato tante storie, piene di speranza per un futuro migliore in Europa. E poi, tornato in Italia, raccontò queste storie insieme alla sua nel libro Bilal. Il mio viaggio come infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi. Fabrizio Gatti ha scelto il nome Bilal per l’ultima parte del suo viaggio: si è lasciato incarcerare nel centro di permanenza temporanea a Lampedusa, spesso sotto critica dell’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati.
Infatti, il libro di Fabrizio Gatti è una impressionante denuncia dei crimini contro l’umanità che sono collegati al traffico di persone nel Mediterraneo. Il giornalista rivela anche quanto è grande questo business e quante persone se ne approfittano: gli scafisti, i militari, la polizia, i protettori di prostituzione, gli armatori, i traghettatori, i carabinieri e innanzitutto i politici, sia quelli africani sia quelli europei. La destra europea ha bisogno delle immagini di Lampedusa per fare polemica contro l‘“onda degli immigrati”.

Das Buch verändert den Blick
Rimane un retrogusto amaro dopo la lettura del libro. Non perché Fabrizio Gatti abbia scritto un libro del tutto negativo. Ci sono delle descrizioni bellissime del deserto, delle persone, dei gesti di umanità. Dall’altra parte però il libro aiuta a capire meglio l’intreccio internazionale intorno al flusso di immigrati. E per chi capisce meglio le strutture del traffico di persone risulta ancora più insopportabile. Sicuramente i lettori di Bilal vedranno in modo diverso sia le immagini dei gommoni naufragati nel Mediterraneo sia i politici che chiedono espulsioni di massa senza interessarsi davvero per i problemi dell’Africa.

Dieser Artikel ist in der onde 36 erschienen. Weitere Informationen zur Ausgabe findet ihr hier.