Vokabelkasten: 

sorprendentehier: überragend; di qualità – hochkarätig; scuotere – erschüttern; platealmente – im großen Stil; il detentore/la detentrice – Halter/-in; retrocedere – absteigen; la colonna – Säule, Stütze; il/la centrocampista – Mittelfeldspieler/-in; tramutare – umwandeln; l’agitazione (f.) – Unruhe; i quarti di finale – Viertelfinale; l’autoconcezione (f.) – Selbstverständnis; la massima – Maxime; appositamente – eigens; la vetta – Spitze; iniettare – einimpfen; la meticolosità – Akribie; testardo – dickköpfig; altezzoso – hochmütig; la rotta di collisione – Konfrontationskurs; urtare qn. – bei jndm. anecken; aprirsi un varco – durchlaufen; esigere – abverlangen; arruolarsi – anheuern; la vanità – Eitelkeit; l’amichevole (f.) – Freundschaftsspiel; la rosa – Mannschaft; radunare qn. – jmdn. versammeln; sgarbato – ruppig; irriverente – ehrfurchtslos; il guerriero – Krieger; l’autoconcessionaria – Autohaus; la passamontagna – Sturmhaube; stroncare qn. – jmdn. niederschlagen; irremovibilehier: kompromisslos; il legamento crociato – Kreuzband; l’allievo preferito – Lieblingsschüler; la zona inguinale – Leiste; l’ala destra/sinistra – Rechts-/Linksaußen; il turbine – Wirbelwind; scorrazzare – sich tummeln; il campioncino – Hoffnungsträger; le scappatellehier: Eskapaden; l’attaccante medio – Mittelstürmer; l’area di rigore – Strafraum; il contropiedista – Konterspieler; fare i conti con qn. – mit jmdm. rechnen

Hat Italien überhaupt eine Chance?

Stolze vier Weltmeistertitel weist Italiens Fußball-Nationalmannschaft vor. Der letzte allerdings ist zehn Jahre her. Viele werfen der Squadra Azzurra vor, sie sei zu alt und müsse jungen Talenten mehr Chancen einräumen. Stimmt das? Und hat der italienische Fußball eine Chance bei der Europameisterschaft 2016?

Dieci anni sono trascorsi da quando Fabio Cannavaro ha issato la coppa dei campioni del mondo al cielo notturno berlinese. Cannavaro era a quei tempi il capitano della Nazionale italiana, nonché uno dei giocatori più sorprendenti del campionato. Durante ciascuno dei 690 minuti che la sua squadra dovette giocare, Cannavaro era al suo posto. Ogni testa a testa, il titolo di campione del mondo e in seguito quello di miglior calciatore dell’anno, Cannavaro ha vinto tutto ciò che c’era da vincere.
Nonostante a suo tempo la Squadra Azzurra con Cannavaro & Co fosse costituita da calciatori di qualità, il trionfo ai mondiali 2006 in Germania colse comunque molti di sorpresa. Infatti parallelamente il calcio nazionale italiano fu scosso dallo scandalo Calciopoli: 2006 era venuto a galla che l’allora dirigente sportivo della Juventus Torino, Luciano Moggi, aveva manipolato platealmente incontri e arbitri. La detentrice italiana di record dovette retrocedere e cedere i due titoli di campionato, anche altre società storiche come l’AC Milan e la Lazio Roma furono punite duramente.
La squadra nazionale italiana ai campionati mondiali del 2006 era formata principalmente da giocatori dei club colpiti. Colonne importanti quali il leggendario portiere della Juve Gianluigi Buffon, il capitano Fabio Cannavaro o i due centrocampisti del Milan Andrea Pirlo e Gennaro Gattuso si trovavano di fronte ad un futuro incerto. I giocatori tuttavia riuscirono insieme a superare la crisi, durante i campionati mondiali, in sette partite incassarono appena due goal. Anche il loro allora allenatore del successo, Marcello Lippi, a posteriori la vede alla stessa maniera: “Credo che la squadra fosse già cosi compatta che è riuscita a tramutare l’inquietudine in energia positiva”, dichiarò Lippi al Berliner Zeitung.

Viel Trubel, kaum Erfolge
Agitazione e scandali come nel 2006, l’anno dell’ultima vittoria del titolo, sono nel calcio ora come allora presenti. Problemi come violenza, il numero in calo degli spettatori e razzismo sono all’ordine del giorno negli stadi italiani. Dal 2006 per la Squadra Azzurra non è andata molto bene, soprattutto durante i campionati mondiali. Nei successivi tornei l’Italia è stata eliminata già nei preliminari di campionato. Da allora gli italiani hanno ricordi migliori degli europei, durante i quali, in entrambe le occasioni sono stati battuti solo dalla poi vincitrice del torneo, la Spagna; nel 2008 ai rigori durante i quarti di finale, nel 2012 in finale. Per i tifosi tuttavia il tutto è stato comunque troppo poco. In Italia ciò che conta sono i titoli. Quest’autoconcezione fu espressa per primo dalla leggenda juventina, Giampiero Boniperti, per mezzo della seguente massima: “Vincere non è tutto, ma è l’unica cosa che conta.”
Dopo la vittoria della finale berlinese, stimati allenatori quali Roberto Donadoni, Cesare Prandelli e Marcello Lippi hanno fallito nel proposito di onorare nuovamente gli orgogliosi tifosi con un trofeo. Durante i mondiali 2010 Lippi era ritornato appositamente per questo dalla pensione. Nel 2014 infine, Antonio Conte, in precedenza tre volte di fila campione con la Juventus, prende la panchina della Squadra Azzurra. Il 46enne aveva prima riportato la Vecchia Signora Juventus dopo anni d’insuccessi in vetta alla classifica, iniettandole nuovamente la tradizionale e famigerata mentalità da vincenti. Lo specialista del centrocampo Andrea Pirlo, sino al 2015 presso la Juve, conta tra i più grandi ammiratori di Conte. Nella sua biografia, accentua soprattutto la passione e la meticolosità di quest’ultimo: “Persino quando stavamo vincendo, non era insolito, che nell’intervallo tra primo e secondo tempo negli spogliatoi volassero bottiglie d’acqua, quando non era soddisfatto”, scrive Pirlo. E continua: “È ossessionato dai dettagli e va in bestia se qualcosa non si svolge come desidera.”

Der Feldherr Conte übernimmt
Il temperamento di Conte è benedizione e condanna allo stesso tempo. Egli è considerato testardo, forse anche un po’ altezzoso. Non solo negli spogliatoi Conte entra in rotta di collisione, attraverso i suoi modi autoritari, ha urtato durante la sua carriera da allenatore già numerose persone. In maniera sensazionale a metà del 2014 abbandonò il suo incarico presso la Juventus, si rivelò irritato dalle divergenze tra lui e la dirigenza rispetto alla progettazione della squadra. “Quando ti siedi in un ristorante dove si pagano 100 euro non puoi pensare di mangiare con dieci euro”, strepitava il 46enne in occasione delle sue dimissioni. Egli richiedeva più denaro per il potenziamento della squadra, in caso contrario la Juventus non sarebbe stata in grado di tenere teste alle grosse squadre in Champions League. Proprio a livello internazionale la Juventus di Conte non soddisfece le attese, e non giunse mai oltre i quarti di finale in Coppa dei Campioni. Conte non si ritenette mai colpevole per questo. Il suo successore sulla panchina da allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, mangiò nemmeno un anno dopo con dieci euro in un ristorante di lusso. Nella sua prima stagione si aprì un varco sino in finale di Champions League e esigette tutto dal FC Barcelona, favorito del campionato.
Caratterizzato da controversie, è stato sinora anche il periodo presso la Squadra Azzurra. Le relazioni con i responsabili della Federcalcio sono stabilmente turbolente. Tuttavia l’indiscusso Presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio si è sempre mostrato soddisfatto del suo operato come allenatore della Nazionale, sostenendolo in ogni occasione. Conte tuttavia non prolungherà il contratto in scadenza alla fine degli europei 2016. Per la nuova stagione si arruola presso il club di eccellenza inglese, FC Chelsea. Come già nel 2006 il calcio italiano si trova in questo modo di fronte ad un futuro incerto. Conte è riuscito nei quasi due anni, in cui è stato in carica, ad apportare numerosi cambiamenti strutturali, lascerà però la sua opera incompleta – così come aveva già fatto presso la sua ex-squadra Juventus Torino – a motivo delle proprie ambizioni e vanità. Lo sviluppo a lungo termine che era pianificato, non conta più. L’importante è il successo rapido.
Conte nelle amichevoli e nelle qualificazioni ha provato tutto il possibile. Più di 60 giocatori hanno indossato la leggendaria maglia azzurra. Conte non ha potuto concentrarsi né su uno schema di gioco né su una rosa. Tuttavia, il 46enne è riuscito a rianimare una squadra in fin di vita. Conte è una persona che motiva la gente, un leader carismatico. Raduna i suoi calciatori dietro di sé. Soprattutto ai calciatori che Conti allenava già ai tempi della Juventus a Torino viene attribuito un ruolo fondamentale. Sul campo rappresentano il suo braccio destro e seguirebbero il proprio allenatore sino all’inferno.

Es müssen wieder Spielertypen her
Questo atteggiamento è stato probabilmente il fattore decisivo per la vittoria dei mondiali nel 2006. Accanto ai giocatori gentiluomini come il leggendario portiere Gianluigi Buffon o Andrea Pirlo, sono stati soprattutto tipi scomodi come Marco Materazzi o Gennaro Gattuso, che proprio con il loro modo di fare matto e sgarbato, hanno saputo dare una scossa alla loro squadra nei momenti cruciali. I gentlemen nella Squadra Azzurra rimangono sempre dei gentlemen. Ma finalmente verranno inseriti calciatori irriverenti nella rosa. Negli ultimi anni agli italiani sono mancati proprio dei giocatori con tale mentalità.
In particolare Leonardo Bonucci della Juventus Torino è diventato un vero calciatore leader e uno dei migliori difensori in assoluto. A parte le sue qualità calcistiche, come il gioco di strutturazione e posizione in campo, riesce a convincere con il suo pensiero fuori dagli schemi. Il 28enne è un guerriero dentro e fuori del campo, che mette corpo e anima a servizio della squadra. Il modo più facile per descrivere Bonucci è attraverso un avvenimento svoltosi davanti ad una autoconcessionaria nel 2012: mentre il calciatore della Nazionale lasciava il negozio, un uomo in passamontagna lo minaccia con una pistola, pretendendo il suo orologio. Bonucci stronca l’uomo come se nulla fosse. Dopo che sua moglie si era chiusa in macchina con il figlio di pochi mesi, la star della Juve intraprende l’inseguimento dell’uomo mascherato e dei suoi complici. Secondo la Gazzetta dello Sport l’uomo armato gli stava urlando contro: “Che fai, sei un pazzo? Io ti sparo.”
Irremovibile come Bonucci lo è anche il suo collega di squadra e di difesa, Giorgio Chiellini. Lui e Bonucci armonizzano magnificamente da anni e costituiscono, insieme al motore del centro campo Claudio Marchisio, anch’egli calciatore della Juventus Torino, un’asse stabile ed esperta. Probabilmente la perla della Squadra Azzurra. O meglio, avrebbero potuto esserlo: Marchisio si è fratturato il legamento crociato e non potrà partecipare agli europei. In compenso avrebbe potuto diventare una componente importante in campo l’italiano Marco Verratti. L’attore del Paris St. Germain è considerato come il “nuovo Pirlo” e il leader competitivo nella serie francese. L’artista calcistico alto 1,65 metri convince soprattutto per la sua tecnica e la sua ironia in campo, ma fino adesso non è sempre stato posto nella Squadra Nazionale. Agli europei tuttavia, Conte non avrebbe potuto non considerare Verratti, e ancor meno quando il suo allievo preferito, Andrea Pirlo, concluderà pian piano la sua grande carriera a New York. Tuttavia, purtroppo, Verratti non potrà essere presente in campo a causa di un’operazione alla zona inguinale.
Nonostante ciò fortunatamente l’Italia può contare su giocatori altrettanto validi. Gli italiani hanno, soprattutto nel centro campo offensivo e in ala destra e sinistra, una serie di esordienti interessanti, i quali si mostrano in ottime condizioni in questa stagione. Primo tra tutti il piccolo turbine Lorenzo Insigne del SSC Napoli, Stephan El Sharaawy, il quale ha ritrovato la sua forma nel AS Roma, Alessandro Florenzi (anch’egli AS Roma) e Matteo Darmian (Manchester United).

Wer soll die Tore schießen?
La Squadra Azzurra, famosa per la sua capacità di difesa impeccabile e a catenaccio, ha chiaramente i suoi punti deboli nell’attacco. Laddove una volta scorrazzavano gli esperti di eccezione come Totti, Del Piero, Vieri, Baggio o Inzaghi, oggi mancano quei nomi tanto importanti. Il campioncino che in passato ne avrebbe potuto seguire le orme è Mario Balotelli. La sua posa a dorso nudo, quando sconfisse da solo la Germania nella semifinale degli europei nel 2012, fece il giro del mondo. Dal punto di vista calcistico non si parla più molto del supertalento di una volta. Balotelli ormai finisce sulle copertine dei giornali solo attraverso le sue scappatelle. “Non vedo l’ora”, comunica su Twitter dopo l’estrazione per gli europei, che ha riunito l’Italia con il Belgio, l’Irlanda e la Svezia nel gruppo E. L’allenatore della nazionale, Conte, ha però risposto a questa affermazione con del sarcasmo dicendo: “Non vede l’ora di cosa? Di vederci in tv? O di giocare gli europei?”
Negli ultimi incontri internazionali Conte si affidò al duo di attaccanti costituito da Graziano Pellé, del club mediocre inglese FC Southampton, e dall’italo-brasiliano Éder, perlomeno parte della rosa dell’Inter Milano dal 2016. Pellé è il classico attaccante medio, che porta con sé la presenza fisica nell’area di rigore, Éder un forte contropiedista, che però rimane ancora nettamente sotto le aspettative dell’Inter.
Conclusione: Per la Squadra Azzurra non sarà facile ai campionati europei. Antonio Conte ha assunto il lavoro più difficile al sud delle Alpi e lo ha realizzato alla sua maniera. Finalmente la squadra sembra disporre di nuovo della mentalità necessaria per poter perdurare nei momenti cruciali delle partite. Per poter sognare il titolo europeo in Francia, Antonio Conte deve però trovare nelle sue ultime partite da allenatore della nazionale, un’undici stabile in grado di evolversi e di creare un’unità solida. Se ciò basterà a far si che il capitano Buffon porti in giro per le vie di Roma il trofeo, come fece già Cannavaro nel 2006, è scritto nelle stelle. Ma proprio quando nessuno aveva fatto i conti con gli italiani, allora essi erano spesso i più forti.

Thomas Hürner, Augusta
traduzione di Agata Giuffrida e Elisa Trovato, Passavia

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